Sulla stampa‎ > ‎

Il Gazzettino del 28 settembre 2007: lettera aperta al sindaco di Falcade

pubblicato 29 dic 2009, 08:59 da Comitato Piana

al sindaco Murer

Signor sindaco,

sono proprietario di un piccolo appartamento in paese, ma sono soprattutto un appassionato estimatore della valle del Biois e di Falcade in particolare. Veneziano di nascita e di abitudini (vivo nella città lagunare da oltre cinquant'anni), dopo aver villeggiato quasi ovunque nelle Dolomiti, ho scelto come seconda casa Falcade per personali ragioni affettive legate a periodi felici della mia gioventù.

Proprio per queste ragioni, la notizia avuta in anteprima l'inverno scorso e poi confermata, dell'intenzione di costruire due, forse tre grossi fabbricati nel bel mezzo della piana del parco, mi ha lasciato letteralmente senza parole. Ma come! L'unica vera ed apprezzata attrattiva di Falcade , la sua piana e il suo parco, già per altri versi penalizzati da emergenti e discutibili strutture (l'elipista ha per lo meno il crisma dell'utilità), sarà quindi irrimediabilmente deturpata e privata delle sue caratteristiche migliori: la libera vastità, l'ampiezza dell'orizzonte, la vista stupenda della Civetta.

Certamente, e non è motivo secondario, grave è pure il danno che tale iniziativa, se realizzata, arrecherà, non solo in termini di valutazione, alla proprietà di cui faccio parte. Verranno pesantemente compromesse la vista, l'ubicazione, la vivibilità e, quindi, il valore commerciale dell'immobile.

Ragioni di cuore dunque e d'interesse, lei sosterrà. Certo, le prime non sono disgiunte dalle seconde e tuttavia la spontanea e strenua opposizione al progetto manifestata da chi a Falcade vive e lavora, come imprenditori, esercenti e paesani, mi ha confortato e convinto a rappresentarle il mio disagio e la mia amarezza.

Non credo che le considerazioni espresse possano far cambiare idea e programmi a chi certe decisioni ha già preso in forza di evidenti interessi di parte, mi auguro soltanto che contribuiscano alla realizzazione di un dibattito serio e consapevole e che, comunque, limitino i danni favorendo una soluzione che tenga conto dei diritti di ciascuno.

Nicolò Tinebra

 

[il Gazzettino on line

Comments