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Il Gazzettino del 20 ottobre 2007: Sul caso Piana c'è anche un sito internet

pubblicato 29 dic 2009, 09:08 da Comitato Piana

Il problema della cementificazione della Piana di Falcade è finito anche in Internet. Il gruppo di giovani che ad agosto avviò la raccolta delle oltre 2mila firme, ha infatti aperto un proprio sito (www. pianadifalcade .it). Al momento è in costruzione, ma già riporta alcune notizie di grande interesse come il testo della petizione, i tanti articoli comparsi sulla carta stampata dal giorno della raccolta di firme ad oggi, i video dei servizi messi in onda dal Tg3 Veneto e dalle reti nazionali in due occasioni, compresa la puntata di Rai3 Ambiente Italia del 6 ottobre.

Sul sito "Salviamo la Piana di Falcade ", inoltre, vi sono tutte le notizie utili sul comitato costituito dai cinque giovani di Falcade : Patrizia Murer, Michele Costa, Riccardo Fregni, Magda Genuin ed Elena Scola.

«Dopo quasi tre mesi di lavoro, incontri, articoli su giornali e servizi televisivi -scrivono i ragazzi- abbiamo realizzato questo sito on-line, affinché tutti possano essere ancora più informati e sensibilizzati sulla questione. Attendiamo con ansia l'incontro del 9 novembre: incontro pubblico con il sindaco di Falcade , come chiesto nella nostra petizione accompagnata da 2102 firme, che si svolgerà alla Casa della Gioventù di Caviola.

Rodolfo Pellegrinon, in una lettera, esprime tutta la gratitudine e la solidarietà ai cinque rappresentanti del Comitato che con tenacia, competenza e serietà stanno portando avanti le loro idee e il loro pensiero sul presente e il futuro del paese. Tutti, a Falcade , avranno notato da tempo che il territorio è ormai saturo. Si è ormai edificato ovunque.

E Pellegrinon, non può fare a meno di lanciare una provocazione: «La proposta per la Piana di 43mila metri cubi circa è abnorme, non è assolutamente possibile far passare questa volumetria come "ragionevole". Perchè non sottoporre la questione Piana a un referendum, anche se questo strumento non è previsto dallo Statuto Comunale? Uno strappo alla regola farebbe soltanto onore all'amministrazione. Concludo, convinto che compito primario di qualsiasi comune dovrebbe essere quello di tutelare il cittadino e il territorio su cui vive. La cementificazione selvaggia non potrè mai e poi mai portare alcun benessere ai residenti».


[dal Gazzettino online]

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