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Il Gazzettino 27 ottobre 2007 - lettere e opinioni: "Curatevi di salvare ciò che natura dà, non dei condomini"

pubblicato 29 dic 2009, 09:09 da Comitato Piana

Dalla Palmina ho ammirato, giù nelle valle, la bellezza di Falcade, la sua piana (in questi giorni più che mai in pericolo) e i declivi circostanti. Mai come in questa stagione, da cinquant'anni a questa parte, i prati di Somor, Le Coste, Sappade e Caviola, sono apparsi così ben rasati. Merito di quei pochissimi paesani che, o con le macchine o con il pascolo dei cavalli (arrivano quasi tutti dalla provincia di Bolzano), si sobbarcano questa fatica, a mio avviso mal ricompensata e qualche volta ostacolata.

Mi son chiesto cosa succederà quando i vari Tabiadon, i Pescosta i De Pellegrini e pochissimi altri si stancheranno di falciare o di pascolare, come seconda attività, i prati di Falcade. Il servizio ed il beneficio che arrecano alla comunità è incalcolabile. Un paese che si definisce turistico, senza la cura di prati e boschi, non è niente. Come mai, mi chiedo, se questi sentimenti sono assai diffusi fra la gente, si fa molto poco in questa direzione?

Come mai si deturpa l'ambiente con la cementificazione antiestetica e selvaggia? Ne abbiamo piene le tasche di coloro che, in maniera più o meno mascherata, vendono Falcade. Siamo stufi di amministratori che nel loro Dna hanno essenzialmente la passione dei metri cubi. Siamo stanchi di sentire le assurdità con cui vorrrebbero giustificare le cementificazioni.

Cari amministratori, curatevi di salvare quello che la natura ci ha dato, e non è poco. Non servono condomini o posti letto ma serve curare l'ambiente. Ho visto un assessore comunale indignato perché un cavallo dei rangers di Vallada Agordina aveva lasciato il suo "ricordino" sull'asfalto del parco giochi, durante una gara podistica, chiedere, con toni di chi ha il "potere", di usare la paletta alla proprietaria. E' proprio vero: stiamo dimenticando le nostre origini, la nostra cultura, per abbracciare la cultura delle seconde case.

Quante imposte chiuse per troppi mesi all'anno! I paesi si svuotano, che tristezza! A Falcade Alto si potevano creare delle abitazioni per residenti convertendo l'edificio scolastico ed invece ancora appartamenti che restano chiusi 10 mesi all'anno. Qualche anno fa, la Filodrammatica era tutta composta di elementi della frazione, ora si deve cercare anche nei paesi limitrofi (il lato negativo ovviamente è il primo).Negli anni Novanta avevamo un percorso vita apprezzatissimo dai forestieri e dai locali, ora nemmeno le tracce. Abbiamo una aiuola davanti al Belvedere, che potrebbe essere il biglietto da visita per chi arriva nelle nostra vallata dai passi Valles e San Pelllegrino: fa pena. Non avete persone adeguate per progettare e curare una aiuola? Cambiatele.

Non basta organizzare il "Balcone fiorito" e poi deturpare l'ambiente in maniera sistematica e senza vergogna alcuna. Abbiamo una piazza incompiuta davanti al municipio e a mio avviso pericolosa, che fa a cazzotti con l'ambiente (cercatevi i progettisti al di là dei due passi la prossima volta: se accettano, vi possono insegnare qualcosa in questa direzione).

State attenti, cittadini di Falcade, le cose si son messe male e nulla fa presagire che possano migliorare. Falcade (Falciàde) vuol dire falciare, avanti di questo passo resterà sempre meno.

Lettera firmata

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