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Il Gazzettino 18 gennaio 2008: Sindaco troppo evasivo sul piano urbanistico e i portavoce del comitato tornano alla carica

pubblicato 29 dic 2009, 09:28 da Comitato Piana

Falcade 

Il Comitato contro la cementificazione della Piana di Falcade non si è sciolto dopo la riunione del 9 novembre, quando il sindaco e la Giunta decisero di "congelare" il progetto Pua, in attesa del Piano di assetto territoriale (Pat). Anche perchè il Pua esiste ed è un progetto adottato dalla Giunta, anche se non approvato. Per questo il comitato il 19 novembre ha chiesto formale revoca della deliberazione di giunta del 1 marzo 2007.

«L'attesa risposta da parte del sindaco non c'è stata -dice Patrizia Murer a nome del Comitato- per di più nell'incontro con la popolazione dello scorso 4 dicembre in sala consiliare, il sindaco ha illustrato le spese previste fino al 2010 per svariate centinaia di migliaia di euro, ma ha affermato che della promessa realizzazione a breve del Pat non si è ancora discusso».

Inevitabile la preoccupazione, tenuto conto che proprio il Pat, previsto dalla normativa vigente ma ancora mancante a Falcade, sembra essere la cosa più urgente per risolvere le numerose problematiche esistenti sul territorio.

«Al sindaco abbiamo inviato un lettera, investendolo personalmente della questione. Abbiamo lamentato come l'amministrazione sembri aver già dimenticato le promesse rese in pubblico. Sono stati anche chiesti chiarimenti in ordine alla costituzione e alle finalità della famosa commissione che dovrebbe finanziare uno studio sul territorio appaltato alla società specializzata Michaeler & Partners».

Il sindaco Murer ha detto al Comitato di ritenere «inopportuna la revoca della deliberazione di Giunta richiesta», in quanto è un freno nei confronti di eventuale autonoma iniziativa dei proprietari dei terreni. Il primo cittadino ha però aggiunto di voler mantenere gli impegni assunti nella riunione del 9 novembre.

«Non possiamo accettare supinamente la risposta -si legge in una nota del Comitato falcadino- peraltro riferita soltanto a una parte delle questioni sollevate. Auspichiamo che in una comunità organizzata e democratica i proprietari dei terreni non possano fare ciò che vogliono, ma soltanto ciò che saranno autorizzati legittimamente a fare. Chiediamo all'amministrazione di portare avanti una volta per tutte le promesse fatte davanti alla popolazione, e soprattutto chiediamo che la smetta di tergiversare».


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