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Il Gazzettino 11 novembre 2007: La polemica

pubblicato 29 dic 2009, 09:20 da Comitato Piana

(A. Cip.) Le seconde case sono una risorsa o un problema per i paesi di montagna? La questione è emersa, come fuoriprogramma, durante il trentennale dell'Associazione proprietà edilizia. Contrastanti sono le opinioni dell'assessore provinciale all'urbanistica Irma Visalli e dell'assessore regionale alle politiche dei flussi migratori Oscar De Bona.

«Nel Bellunese - ha detto la Visalli - è particolarmente vero che chi è proprietario di casa è proprietario di un bene comune. Nei nostri centri i cittadini curano non solo le proprie abitazioni, ma anche i marciapiedi o le parti del territorio che non gli appartengono. Abbiamo un grande senso di responsabilità e di cura del territorio che ci distingue dalla pianura e da altre zone del paese. Una cura del territorio che, come riconosciuto da molti amministratori, è stata compromessa dal fenomeno delle seconde case. Va quindi fatta una distinzione tra le seconde abitazioni dei residenti e quelle di chi viene in montagna per un periodo troppo breve: una casa vuota è un pezzo del nostro territorio non amato, non curato. Mi auguro che con la Regione, nell'ambito del lavoro di coordinamento dei piani territoriali, si possa prevedere una norma che limiti il fenomeno delle seconde case, come è avvenuto in Trentino».

L'assessore De Bona però invita a non essere così «severi e critici» nei confronti dei proprietari delle seconde case. «Se ci sono state delle distorsioni - ha sottolineato - le responsabilità vanno cercate a livello locale, non c'entrano né la Regione né lo Stato. Se fosse arrivato qualche veneziano o trevigiano disposto ad acquistare dei ruderi o delle casere, non avremmo avuto nessuno che abitava quegli edifici almeno nei fine settimana, curandoli assieme al prato e al bosco. Sono i Comuni che devono avviare delle programmazioni per governare la questione».


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