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Il Gazzettino 10 novembre 2007: Piana "congelata" fino al nuovo Pat L'annuncio è stato del primo cittadino: chi pensava a uno scontro è rimasto deluso

pubblicato 29 dic 2009, 09:17 da Comitato Piana

Quale futuro per Falcade?", questo il grande striscione appeso all'interno della Casa della Gioventù di Caviola ieri sera gremita in ogni ordine di posti per ascoltare il sindaco Stefano Murer in merito al tema cementificazione della Piana di Falcade. Solo una parte delle 2mila persone che nel corso dell'estate hanno firmato la petizione chiedendo un incontro pubblico con il primo cittadino e la Giunta municipale, ma comunque una buona parte del paese.

In apertura di lavori il sindaco ha subito messo le mani avanti tra i primi mormorii della platea: «Non abbiamo fatto scelte urbanistiche; l'amministrazione sta solo attuando le scelte già definite a partire dal 1968».

Il sindaco ha comunque spiegato che in questo periodo ha parlato con i proprietari dei terreni (che intendono edificare) pur non riuscendo a portarli assieme alla stesso tavolo.

«Con i proprietari stiamo cercando di capire come rivedere alcune soluzioni, ma ad oggi non ho nuove comunicazioni da fare, perchè non è ancora stato raggiunto alcun accordo». Dunque rispetto al precedente incontro estivo (ristretto al Comitato) nulla è cambiato. Poi il primo cittadino ha lasciato spazio alle domande del pubblico che ha affrontato il problema di petto chiedendo all'amministrazione scelte diverse, ma anche chiarimenti sulla tangenziale o sul nuovo centro previsto dal piano attuativo. Magda Genuin, del comitato, ha ricordato a Murer le dichiarazioni fatte in campagna elettorale («La piana non si può cementificare, si interverrà su una zona marginale»). Questa la conclusione della Genuin: «Le sembra che 40mila metri cubi siano marginali?».

«Posso concordare con voi che la volumetria è eccessiva -ha risposto il sindaco- e si addentra nella Piana, ma non sono d'accordo che si rinunci alla cementificazione di una piccola parte con destinazione alberghiera. Questo sarà uno dei punti cardine degli incontri con i proprietari, ammesso che riesca ad incontrarli. Se ne riparlerà comunque nel piano di assetto del territorio e finché non sarà adottato non sono previste modifiche urbanistiche, ovvero si congela tutto. Scopo: arrivare a raggiungere una salvaguardia dell'area ed evitare ripercussioni economiche nei confronti dell'ente locale cercando di trovare le destinazioni che possono dare a Falcade quella marcia in più che attualmente manca. Ma sicuramente non saranno condomini».

Il consigliere regionale Dario Bond, presente in sala, si è complimentato con il sindaco per l'affermazione importante: «Congelo tutto fino alla realizzazione del nuovo Pat», ma lo ha altresì invitato a fare una scommessa, ovvero iniziare a studiare da subito il piano d'assetto territoriale, ovvero una nuova programmazione del territorio che sappia "disegnare" le esigenze di tutti.

«Mi metto a completa disposizione per iniziare a lavorare -ha detto Bond- così chiudiamo costruttivamente l'intera questione».

Irma Visalli, assessore in Provincia, è intervenuta complimentandosi con l'amministrazione per la decisione di «tornare sui propri passi», unica possibile decisione politica. «Il futuro del territorio non si attua solo parlando di nuovi metri cubi -ha detto- ci sono gli strumenti opportuni per agire anche mediante "trasferimento delle aree edificabili" pur senza danneggiare i proprietari. Anch'io mi metto a disposizione perché questi giovani che pensano al loro futuro lo meritano».

Mirko Mezzacasa

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