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Da Il Gazzettino - Nazionale 19 Febbraio 2010: Il medagliere lo fa il Nordest. All’Italia manca ancora l’oro, i fasti di Torino sembrano davvero lontani

pubblicato 19 feb 2010, 10:02 da Comitato Piana   [ aggiornato in data 20 feb 2010, 01:17 ]
Ci manca ancora la medaglia d’oro. Ripetere Torino (11 volte sul podio e 5 ori) era considerata impresa quasi impossibile, ma non arrivare mai primi è come non essere andati alle Olimpiadi. Sinora il medagliere parla solo con le voci del Nordest, terra di montagne e di neve, ma anche di gente solida sugli sci e che sa guardare oltre la pista. Come Magda Genuin che ha sfiorato il podio nella sprint a tecnica classica e promette di salirci già dalla prossima gara. Magda, 30 anni, agordina, figlia di un fondista di Grenoble ‘68, ha messo subito a frutto la sua recentissima laurea lavorando con i bambini autistici e la sua passione nel difendere la sua valle dalle speculazioni selvagge. La lezione di carattere può essere utile alla squadra azzurra che ha talento per vincere e cerca forse la motivazione per l’oro in attesa del SuperG e di Fabris sulla sua distanza ideale. L’Italia dedica pochi sforzi agli sport invernali, lo sport rischia sempre di restare schiacciato dal pallone; il resto esiste soltanto quando si sventola il tricolore per le Olimpiadi.
      Intanto, Vancouver va avanti tra rinvii, sicurezza che non c’è e paura degli atleti. Lo si è visto nella discesa femminile: qualche difficoltà aumenta lo spettacolo, ma c’è un limite all’incoscienza richiesta. Una slovena è rimasta a terra con la gamba malridotta e non si sono visti per troppo tempo medici e barelle. Vancouver rischia di passare alla storia olimpica non per i risultati, ma per la morte del georgiano Nodar. E.P.
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