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Da il Gazzettino dell'11 Gennaio 2011: "FALCADE Presentato il Pat: nel documento i punti di debolezza del paese «Case care, giovani in fuga» I prezzi proibitivi degli immobili al primo posto fra le cause di spopolamento

pubblicato 12 gen 2011, 10:13 da Comitato Piana   [ aggiornato in data 12 gen 2011, 10:24 ]

“Un’occasione per discutere dei nuovi strumenti a disposizione dei Comuni per gestire e tutelare il territorio”. Con questo slogan si è aperto il primo incontro organizzato dall’ amministrazione comunale di Falcade per presentare, discutere e capire quali sono le aspettative e le esigenze della popolazione in relazione al Pat (Piano di assetto territoriale). Già in mattinata e nel pomeriggio la bozza del Piano era stata presentata, in una serie di incontri ad autorità ed enti preposti alla tutela del territorio, associazioni e sindacati di categoria, ordini e associazioni di volontariato e sociali. Tutte attività che, come spiegato dal sindaco Stefano Murer, servono a recepire le esigenze, i suggerimenti e le osservazioni che provengono dai vari soggetti sulla bozza del Pat già approvata dalla giunta comunale, valutare e inserire le proposte.
      La parola è poi andata ai due tecnici dello Studio ”Veneto Progetti” di Conegliano al quale è stato affidato il compito di redigere il Pat di Falcade, i per la spiegazione. Due le "anime": il Pat strumento di strategia e piano di interventi che va a determinare le scelte. Nella prima bozza dell’amministrazione, sono stati considerati tre grandi capitoli: il sistema turistico, il sistema insediativo e relazionale e il sistema ambientale. Di tutti e tre è stata fatta un’analisi approfondita nella quale sono emersi i punti di forza, di debolezza e gli obbiettivi che si vogliono raggiungere. Tra le debolezze sono stati inseriti ad esempio i costi proibitivi per i residenti, in gran parte giovani, delle case: causa di spopolamento. Oppure: la diminuzione delle persone impiegate in agricoltura. Tra i punti di forza: l’ambiente, con la Val Fredda, La Piana, le Zone umide, i fabbricati di interesse storico e artistico. E tra gli obbiettivi da cogliere c’è anche la valorizzazione dell’eco sistema della valle del Biois e produzione di prodotti agro-alimentari.
      Per il pubblico ha preso la parola Patrizia Murer del Comitato Piana di Falcade che ha polemizzato con Murer sottolineando di non capire perché siano stati indetti due incontri con la popolazione invece che uno. E precisando che il Comitato Piana è pronto ad un confronto a 360 gradi con il Comune e i soggetti interessati. d.f.

Da il Corriere delle Alpi del 30 Settembre 2010: Comitato sul piede di guerra: "Reclamiamo più trasparenza"

pubblicato 30 set 2010, 23:58 da Comitato Piana

FALCADE. «Reclamiamo informazione e trasparenza». Il Comitato contro la cementificazione della Piana di Falcade torna ad attaccare il sindaco Stefano Murer che, a loro avviso, racconterebbe «cose non corrispondenti alla realtà dei fatti» sulla questione del progetto di Renzo Secchi.  «In giunta», dice il Comitato, «Secchi aveva presentato un dettagliato piano finanziario che prevedeva un investimento fino a 4 milioni di euro. Proponeva un successivo confronto con la Minoranza, il Consorzio e il Comitato, affinché tutti i soggetti portatori di interessi collettivi sapessero».  «Non vogliamo e non possiamo esprimere alcuna valutazione su quel progetto», prosegue il Comitato, «ma non si neghi che si trattava di una cosa documentata e proposta seriamente. Ancora una volta si è negata ai cittadini la possibilità di conoscere, valutare, bocciare o applaudire una proposta concreta. È poi doveroso ricordare che per l’ex Cetaceo e per il Parco i bandi sono andati più volte deserti, che le relative questioni navigano nell’incertezza e che non si sa nemmeno se i falcadini verranno mai a sapere degli esiti di questo concorso per idee e soprattutto dei relativi costi». (g.san.)

Da il Corriere delle Alpi del 30 Settembre 2010: "Puntavo allo sviluppo armonico"

pubblicato 30 set 2010, 23:57 da Comitato Piana

FALCADE. «Proponevo un investimento da 4 milioni di euro per lo sviluppo armonico della Piana: non sono stato ascoltato». Il progetto della riqualificazione dell’area della Piana di Falcade, citato dal Comitato contro la sua cementificazione, era di Renzo Secchi, imprenditore falcadino oggi a Panama.  Un progetto sul quale il Comitato e il sindaco di Falcade hanno trovato modo di “beccarsi” nuovamente con il primo a chiedere spiegazioni sul perché la proposta di Secchi non fosse stata tenuta in considerazione e con il secondo a sostenere che «nessun documento è mai giunto a questa amministrazione».  Per cercare di capire come sono andate le cose, quindi, abbiamo raggiunto telefonicamente a Panama, Renzo Secchi. «C’è stato un incontro con la giunta», ha detto Secchi, «nel corso del quale io ho proposto un progetto di sviluppo armonico della Piana, perché credo che quella zona bellissima debba essere riqualificata complessivamente e non un pezzo qua e uno là».  «Non ho messo sul tavolo un documento ufficiale», precisa l’imprenditore falcadino al telefono, «ma un foglio di lavoro in cui prospettavo la possibilità di investire 3-4 milioni di euro, chiedendo come contropartita solamente la concessione dei terreni per un periodo adeguato per ammortizzare gli investimenti. Chiedevo», continua ancora l’imprenditore che ora lavora all’estero, «inoltre di discutere il progetto assieme al Comune e agli altri soggetti interessati a partire dal Comitato della Piana e poi, eventualmente, di presentarlo in un’assemblea pubblica in modo che tutti potessero aver chiare le mie intenzioni».  Documento ufficiale o no, dopo l’incontro con la giunta il filo del dialogo si è interrotto. «Io penso che non abbiano creduto nelle mie intenzioni», dice oggi Secchi, «non c’era la volontà politica e quindi io non ho più insistito e ho fatto altre scelte. Mi fa piacere che oggi, da quanto ho sentito, sia nato il progetto di idee per la riqualificazione della zona. Una soluzione (caldeggiata dallo stesso Secchi da queste colonne già nel giugno 2009, ndr) che, se fatta in maniera seria, mi pare intelligente. Io, però, non parteciperò».  Il progetto, che inizialmente prevedeva un intervento al Parco del Cetaceo, si era poi ampliato finendo per comprendere quindi l’intera Piana.  «La nostra idea», spiega Moreno Tomaselli, che aveva collaborato con Secchi alla fase di progettazione «prevedeva un cambiamento piuttosto radicale dell’area con un leggero aumento di volumetria. Il tutto», conclude quindi Tomaselli al termine dell’incontro, «a nostro avviso, avrebbe garantito un miglioramento estetico, una maggiore fruizione turistica e anche la creazione di nuovi posti di lavoro. Inoltre, la proposta era stata valutata e accolta favorevolmente anche dal Comitato». G. Santomaso

Da il Corriere delle Alpi del 26 Settembre 2010: Murer: "non mi dimetto" E spiega le sue ragioni

pubblicato 30 set 2010, 04:35 da Comitato Piana

FALCADE. «Non ho sbagliato a proporre il Pua e a congelarlo fino a una pianificazione condivisa con il Piano di assetto del territorio». Dopo i duri attacchi ricevuti prima dal consigliere provinciale Cesare Rizzi e poi dal Comitato contro la cementificazione della Piana, il sindaco di Falcade si difende.  «Da quando rappresento il territorio di Falcade come sindaco», premette Murer, «sono consapevole che le scelte e le decisioni prese quotidianamente hanno effetti positivi e negativi e le responsabilità per le loro conseguenze sono imputabili al sottoscritto. Sono pure cosciente del fatto che le mie decisioni vanno bene a qualcuno e male ad altri. Le scelte hanno delle giustificazioni, ma le responsabilità dei loro effetti ricadono su chi ne è esecutore: non occorre che nè il Comitato nè il consigliere provinciale Rizzi me lo ricordino». Murer entra poi nel merito di queste scelte che ha definito “colpa” in riferimento alla chiusura dell’albergo Focobon.  «Ritengo di non aver sbagliato nel proporre un Piano urbanistico attuativo delle previsioni del Piano regolatore di Falcade», spiega, «e che sia stato corretto congelare il tutto fino ad una pianificazione condivisa con la redazione del Piano di assetto del territorio, o meglio con il Piano degli Interventi, e pertanto immotivate sono le richieste delle mie dimissioni da parte del Comitato».  Il sindaco chiarisce poi due punti su cui aveva insistito il Comitato. «Riguardo all’area descritta come fatiscente, ricordo che è compresa nel perimetro di Pua della famigerata urbanizzazione della Piana e pertanto il suo recupero deve essere pianificato in un unico modello. Riguardo alla riqualificazione dell’area parco sono stato avvicinato da un locale che ha proposto, solo a parole, un investimento nei termini dichiarati dal Comitato, ma nessun documento è mai giunto all’amministrazione. Dalla proposta verbale di quel cittadino scaturisce il bando “Idea progetto” per la riqualificazione di quell’area». - Gianni Santomaso

Da il Gazzettino del 26 Settembre 2010: Murer, "Non mi dimetto"

pubblicato 30 set 2010, 04:33 da Comitato Piana

La chiusura definitiva dell’albergo Focobon ha portato il Comitato della Piana a chiedere la testa del sindaco. E il primo cittadino, Stefano Murer, risponde alle accuse... senza perdere la testa.
      «Le scelte vanno prese quotidianamente - afferma Murer - ed è inevitabile che non sempre vadano bene a tutti. Le scelte hanno delle giustificazioni, ma le responsabilità dei loro effetti ricadono su chi ne è esecutore. Non serve, pertanto, che il Comitato e il consigliere provinciale Cesare Rizzi me lo ricordino. Ritengo di non aver sbagliato nel proporre un piano urbanistico attuativo delle previsioni del Piano regolatore di Falcade e ritengo che sia stato corretto congelare il tutto fino ad una pianificazione condivisa nell’ambito del Piano di assetto del territorio, o meglio del Piano degli interventi. Ritengo pertanto immotivate le richieste di dimissioni avanzate dal Comitato. Per quanto riguarda l'area che viene descritta come fatiscente devo ricordare che essa è compresa nel perimetro di Piano attuativo della famigerata urbanizzazione della piana e pertanto il suo recupero deve essere pianificato in un unico modello. In riferimento alla proposta di riqualificazione dell'area parco, sono stato avvicinato da un investitore locale che ha proposto, solo a parole, un investimento nei termini dichiarati dal Comitato, ma nessun documento è mai giunto a questa amministrazione. Tuttavia, da quella proposta, è scaturito il bando "Idea progetto" proprio per riqualificare l’area parco».
 

Da il Corriere delle Alpi del 25 Settembre 2010: "Il sindaco Murer si dimetta"

pubblicato 26 set 2010, 01:01 da Comitato Piana

FALCADE. «Sindaco, si dimetta». Sulla questione relativa alla chiusura dell’albergo Focobon interviene anche il Comitato contro la cementificazione della Piana di Falcade e lo fa sfoderando la spada.  Un intervento atteso dopo che il sindaco Stefano Murer aveva dichiarato al Corriere delle Alpi di considerare una colpa il “congelamento” del famoso Piano urbanistico attuativo poichè la decisione avrebbe, nel caso specifico, impedito al Focobon la possibilità di ampliare la propria area.  Si tratta di quello stesso Pua contro il quale il Comitato aveva combattuto una vera e propria battaglia.  «Dopo mesi di silenzio inquietante», dicono i membri del Comitato, «finalmente qualcuno dice con chiarezza quello che da tempo si cerca di spiegare ai paesani».  L’interpretazione che il Comitato dà dell’intera questione è chiara. «Falcade dunque sta morendo», ragionano, «gli alberghi chiudono, chiuderà anche il Parco, chi ha la conduzione della pista da fondo ha già dichiarato che mollerà. Insomma la crisi incombe.  Tutto imputabile al fatto che non si è costruito sulla Piana. E naturalmente alle decisioni prese quel 9 novembre 2007».  E poi arriva l’affondo. «Sindaco, se è convinto di aver sbagliato quella sera e che la paventata rovina di Falcade sia riconducibile proprio a quella decisione, si dimetta. Lo spirito speculativo delle affermazioni di questi giorni è evidente. Affermare con tanta enfasi che Falcade è ridotta così male e che l’unica àncora di salvezza è costruire sulla Piana, è davvero troppo comodo, soprattutto in vista di una futura non lontana campagna elettorale. Significa per altro voler negare la reale complessità delle questioni».  Per il Comitato, in definitiva, non è possibile imputare la chiusura di un albergo al fatto che sulla Piana non si possa costruire.  Piuttosto, gli stessi membri del gruppo si chiedono come mai l’amministrazione comunale non prenda in esame la promozione dell’area adiacente la strada regionale, dall’ufficio postale alla stradina per il Parco.  «Un’area», dicono, «la cui fatiscenza è per altro sotto gli occhi di tutti, turisti compresi».  Non solo, ma il Comitato invita Murer a far chiarezza anche su un’altra questione. «Spieghi», dicono, «i motivi per cui non ha nemmeno voluto discutere e far conoscere alla popolazione un progetto proposto poco più di un anno fa da un cittadino di Falcade, che prevedeva una riqualificazione proprio di tutta quell’area, dal laghetto al parco, dal campo di ghiaccio al campo di calcio, investendo del suo, senza chiedere al Comune nemmeno un euro, ma soltanto la concessione di quell’area per un congruo numero di anni». - Gianni Santomaso

Da il Gazzettino di Belluno del 25 Settembre 2010: "Chiude il Focobon, Via il Sindaco"

pubblicato 26 set 2010, 00:59 da Comitato Piana

«Sindaco dimettiti». A chiedere le sue dimissioni è il Comitato per la piana dopo che a Falcade ha chiuso anche l’albergo più vecchio di Falcade, il Focobon. Sarebbe colpa delle scelte urbanistiche del Comune, favorevole all’edificazione sulla piana, oltre che alla mancata realizzazione di un parcheggio a servizio dell’albergo chiesto dalla proprietà, e del declassamento da tre a due stelle deciso dalla Provincia.
      «Falcade sta morendo e gli alberghi chiudono - si legge nel comunicato - e chiuderà anche il parco. Chi gestisce la pista di fondo ha già dichiarato che mollerà. Insomma la crisi incombe».
      Il fatto che Stefano Murer asserisca che Falcade sia ridotta male e che l'unica ancora di salvezza sia costruire sulla piana, per il Comitato è il «segnale di una visione ottusa e distorta, che nega le reali e complesse dinamiche legate allo sviluppo turistico del paese». «Non basterebbe riqualificare tutta l'area adiacente alla Provinciale 346, che va dall'ufficio postale alla stradina che porta al Parco, per dare respiro e sufficienti guadagni a chi vuole creare nuove e rinnovate strutture?». E perché Murer non ha voluto discutere il progetto privato di riqualificazione del laghetto e dell’area sportiva?
      Stefano Murer risponde ironico: «Magari fra un anno e mezzo lascerò. Sono amareggiato per la chiusura dell’albergo. Il Comune ha fatto delle scelte e può anche darsi che siano state la causa o la concausa. Sulla riqualificazione dell’area ludico-sportiva, abbiamo chiesto elaborati, finora mai ricevuti, proprio per parlarne ai cittadini». D.F.

Da il Corriere delle Alpi del 24 Settembre 2010: "Albergo Focobon: altre polemiche"

pubblicato 25 set 2010, 05:00 da Comitato Piana

FALCADE. Rizzi contro Murer sulla questione Focobon.  La chiusura del più vecchio albergo di Falcade scalda gli animi in Valle del Biois dove le dichiarazioni del sindaco Stefano Murer hanno avuto l’effetto di far arrabbiare il consigliere provinciale locale, Cesare Rizzi.  Murer si era detto amareggiato per la cessazione dell’attività e aveva fatto capire che la causa, almeno in parte, è figlia del “congelamento” del piano urbanistico attuativo votato dalla Giunta nel marzo 2007 e avversato da una petizione popolare di 2102 firme che hanno detto no ad una colata di 40 mila metri cubi di cemento sulla Piana.  «Sono sconcertato dalle dichiarazioni del sindaco», attacca Rizzi, «poteva amareggiarsi prima visto che sa come stanno le cose al Focobon e non ha fatto nulla per aiutare l’albergo. Ora non può cadere dalle nuvole».  Il primo cittadino di Falcade aveva addirittura parlato di “colpa” dell’amministrazione comunale che, fermando il piano urbanistico attuattivo, avrebbe impedito un possibile allargamento dell’area dell’albergo sulla Piana.  Parole nelle quali il consigliere Rizzi vede la volontà di addossare le responsabilità della chiusura al Comitato contro la cementificazione della Piana di Falcade.  «Murer», dice, «ha trovato nel Comitato un capro espiatorio. La realtà è che questa amministrazione non si è prodigata per il turismo, infatti anche altri esercizi stanno chiudendo. Il sindaco non può fare queste dichiarazioni, deve prendersi le sue responsabilità».  Per Rizzi, in definitiva, la chiusura del Focobon è solo l’ultimo tassello di una situazione che da anni sta degenerando e della quale sarebbe artefice anche l’ex sindaco Bepi Pellegrinon che ieri si era rammaricato per la sorte dell’albergo. «Pellegrinon», incalza Rizzi, «ha fatto costruire case dappertutto e ora s’inventa le soluzioni, ma quello che ha fatto è stato più negativo che positivo».  Insomma, ciò che tre anni dopo fa ancora discutere a Falcade, è il cemento di ieri, di oggi e magari anche del futuro.  Gli alberghi chiudono, gli appartamenti restano sfitti e c’è chi tiene d’occhio il congelatore. G. Santomaso

Da il Corriere delle Alpi del 23 Settembre 2010: "Chiude l'albergo Focobon La storica struttura non dava più reddito"

pubblicato 24 set 2010, 00:21 da Comitato Piana

  FALCADE. Una lancetta della storia alberghiera di Falcade si è fermata. Per sempre o per poco non si sa, ma certo è che qualche giorno fa l’albergo Focobon ha chiuso i battenti. Una notizia che per Falcade, i suoi abitanti e per l’economia turistica non è per niente buona. Quello che chiude non è infatti solo un albergo, ma è l’albergo più vecchio del paese. “Il nuovo gioiello del turismo valligiano”, come era stato definito, venne aperto nel novembre del 1902 da Emanuele Murer.  In quel momento, assieme alla casa dei Bulf, era la costruzione più a valle del centro storico di Col de Rif. Nei decenni successivi il paese si sarebbe sviluppato proprio in quella direzione. Il primo nome fu “Albergo Fioccobon”, mutato alcuni anni dopo in “Albergo Focobon al Rifugio Mulàz” e infine in “Albergo Focobon”.  Oggi è una struttura chiusa, ma i motivi che hanno portato la proprietà a questa Intanto l’ex sindaco e l’ex presidente dell’azienda di soggiorno di Falcade-Caviola, Bepi Pellegrinon, si dicono molto dispiaciuti. «Una conduzione non familiare non dà reddito», dice Pellegrinon «e la politica dovrebbe farsi carico di questi problemi. Spero si instaurari un dialogo tra il Comune e i proprietari, tale da consentire l’utilizzo parziale dell’edifico per appartamenti a patto che ci sia un tornaconto anche per l’ente».  Sui destini del Focobon si è discusso pure su internet. Oltre a chi elogia i nove anni della gestione di Sveva Murer, in tanti parlano di “sconfitta” per l’intero paese.  Di questo parere sembra anche il sindaco di Falcade, Stefano Murer. «La chiusura di ogni struttura», dice, sia essa storica o recente, con uno o con cento posti, è un fatto estremamente negativo per il territorio. Quella del Focobon sarà una mancanza non colmabile».  Il sindaco prova poi a ragionare sulle cause della chiusura.  «Il proprietario ha la facoltà di fare le sue scelte», spiega, «intendo incontrarlo per capire bene le motivazioni. Certo la struttura necessita di adeguamenti ed era stata declassata dalla Provincia». «Inoltre», aggiunge, «l’area è limitata e non permette un eventuale sviluppo per l’albergo. L’unica possibilità sarebbe verso la zona della Piana di Falcade, ma ciò non è fattibile a causa delle scelte dell’amministrazione comunale».  Parla proprio di “causa”, il sindaco di Falcade, ritornando quindi sulle decisioni prese da lui stesso il 9 novembre 2007 quando decise di “congelare” il Piano urbanistico attuativo avversato da ben 2102 firme contrarie a colate di cemento sulla Piana.  «Ogni scelta ha delle conseguenze», conclude Murer, «e relativamente alla chiusura del Focobon dobbiamo tener conto anche di questi elementi». G. Santomaso

Da il Gazzettino del 26 Agosto 2010: Il comitato Piana di Falcade «Si presti attenzione al Pat»

pubblicato 26 ago 2010, 23:54 da Comitato Piana

«Ribadiamo la necessità che la comunità di Falcade tenga alta l'attenzione, soprattutto in questa fase altamente delicata del Pat. Auspichiamo si faccia il possibile affinché si possano promuovere riflessioni in merito a uno sviluppo montano, visto non come un modello costruito con gli stampini, bensì percorso che riconosca la specificità e il valore del proprio patrimonio culturale, umano e naturale». Il comitato contro la cementificazione della Piana si fa sentire dopo la delibera 79 con la quale la giunta di Falcade ha adottato il documento preliminare, con relativo rapporto ambientale e schema di accordo di pianificazione.
      «Anche in questa quarta estate dalla nostra costituzione e dalla lotta senza esclusione di colpi per salvare una delle area di cui i falcadini e i suoi “montanari acquisiti” vanno più fieri - scrive il sodalizio -, il comitato può ancora dire che la Piana è lì, incontaminata, verde e fruibile. E questo nessuno lo può contestare. E speriamo di poter ancora a lungo continuare a ribadire la stessa cosa e a rassicurare i nostri sostenitori, amici e paesani, che la Piana rimane la fonte di vita per tutti coloro che in Falcade cercano pace, tranquillità e aria buona, e per tutti coloro, e sono sempre di più, che credono nella montagna come qualcosa di certamente fruibile e di indispensabile, ma che riconoscono in essa anche la semplicità di una scelta di vita che contrasta pienamente con l'agiatezza e sfarzosità della città metropolitana, dei suoi centri commerciali e dello stress». (m.m.)

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